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Vorrei attirare l’attenzione sulla prima lettura. Ci troviamo subito dopo il passaggio del fiume Giordano per entrare nella terra promessa e Dio dà questo comando: "Sceglietevi dal popolo dodici uomini, un uomo per ogni tribù, e comandate loro: Prendetevi dodici pietre da qui, in mezzo al Giordano, dal luogo dove stanno immobili i piedi dei sacerdoti; trasportatele con voi e deponetele nel luogo, dove vi accamperete questa notte". Mi hanno incuriosito queste dodici pietre. Cosa sono queste pietre? Lo dice bene Giosuè subito dopo: sono un segno, sono un memoriale.
Segno e memoriale del passaggio dell’arca dell’alleanza nel fiume Giordano, dove si fermarono le acque. Le pietre, insomma, dovranno ricordare agli Israeliti il passaggio dell’Arca dell’Alleanza , cioè il passaggio di Dio nella vita del suo popolo. La pietra poi ci rimanda a qualcosa di solido, su cui costruire la nostra vita. La pietra non è solo segno del passaggio di Dio, bensì invita a costruire la nostra vita sui passaggi di Dio.
Le pietre vogliono essere un invito a ricordarci dei passaggi di Dio nella nostra vita e ci invitano a costruire la nostra vita sui passaggi di Dio. Ma c’è di più: perché l’arca dell’alleanza passi, il fiume si deve fermare. Perché Dio possa passare nella nostra vita, qualcosa si deve fermare; la Bibbia, qualche versetto prima, raccontando del passaggio dice, infatti: si fermarono le acque che fluivano dall’alto… Perché Dio passi, qualcosa si deve fermare; dopo il passaggio, dobbiamo, invece, prendere qualche pietra che ci faccia ricordare il suo passaggio e sulla quale costruire la nostra vita. Cosa può essere, per noi, questa pietra? Ho provato a pensare che, per noi, questa pietra è l’Eucarestia: L’Eucarestia è quella pietra che ci fa fare memoria del passaggio dalla morte alla vita di Gesù; quel passaggio sul quel costruire tutta al nostra vita. Il passaggio di Gesù dalla morte alla vita è la sua Pasqua che, continuamente, ricordiamo e si rende presente nell’Eucarestia, sulla quale siamo chiamati a costruire tutta la nostra vita. Ma, come dicevamo prima, perché Dio passi, noi dobbiamo fermarci, venire qui in chiesa, fermare tutte le nostre attività, i nostri pensieri, fermare il fiume della nostra vita per fare memoria del suo passaggio sul quale continuamente ricostruire la nostra vita. Costruire la nostra vita su quella pietra, che è l’Eucarestia, vuol dire costruire la nostra vita sulla Pasqua di Gesù, sul passaggio dalla morte alla vita di Gesù. Questo, per noi, diventa di grande consolazione, perché, come nella Pasqua di Gesù, Dio lo ha strappato dalla morte alla vita, così, la Pasqua di Gesù ci strappa dai nostri egoismi, ricordandoci che la vita trova la sua gioia quando è donata. La Pasqua di Gesù ci strappa da tutti quei pensieri che ci portano alla morte, che ci portano alla tristezza, per alimentare quei pensieri che sono vita. La Pasqua di Gesù ci strappa quelle parole che spengono la vita, per metterci in ascolto e pronunciare parole che generano vita. A ciascuno di noi il compito di costruire la propria vita su quella bellissima pietra, che è l’Eucarestia.
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