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Il Vangelo inizia dicendo che: Era vicina la Pasqua.
Un’affermazione che vale anche per noi e che possiamo, quindi, sentire nostra.
A questa affermazione era vicina la Pasqua seguono poi tante chiacchiere: la gente si chiede se Gesù verrà alla festa, i capi dei sacerdoti avevano dato ordine di denunciare Gesù…insomma, questa Pasqua sembra creare agitazione, una sorta di inquietudine.
Forse, anche noi, nell’imminenza di questa Pasqua un po' strana, proviamo nel cuore sentimenti contrastanti... ma guardiamo cosa fa Gesù per prepararsi alla Sua Pasqua.
Mentre molti si agitano e parlano, Gesù si prepara ad essa cercando una casa: la casa di Marta, Maria e Lazzaro. Gesù cerca un luogo a lui caro, carico di affetto: come se Gesù cercasse un abbraccio per essere rassicurato, confortato. Cerca un posto intimo, dove stare tranquillo con i suoi amici.
In questa casa, Maria non parla, ma compie dei gesti per Gesù: prende il profumo, unge i piedi e li asciuga. Sono gesti che dicono quanto Gesù sia importante per la sua vita.
Ritorniamo, dunque, al profumo assai prezioso; ho provato a pensare che rappresenti il tempo. Oggi, il tempo è – forse – più prezioso dei soldi; tanto che, spesso, tendiamo a custodirlo gelosamente, ad organizzarlo in modo da renderlo il più produttivo possibile. Viviamo nel tempo delle agende: maneggiamo con più facilità l’agenda della Bibbia. Il tempo è il capitale da far fruttare.
Nella stagione del coronavirus, questo tempo ci è restituito, chiedendoci, in maniera forzata, di utilizzarlo per noi stessi e per le persone più care, con cui condividiamo la casa. A maggior ragione, diventa qualcosa di prezioso.
Sull’esempio di Maria, siamo chiamati a mettere il nostro tempo ai piedi di Gesù, attraverso la preghiera.
Entriamo in questa Settimana Santa, dando a Gesù una casa: la nostra. Come Maria che, a casa propria, compie dei gesti per Gesù. Proviamo anche noi a fare lo stesso!
Non potendo compiere il gesto di partecipare alle celebrazioni del Triduo, in chiesa, potremmo, all’inizio di questa Settimana Santa, compiere il gesto di costruire un angolo bello per Gesù, a casa nostra: un angolo dove mettere un crocifisso a cui teniamo o magari che costruiamo noi, una Bibbia aperta, una candela, qualcosa di nostro che riteniamo prezioso o che ci ricorda qualcosa di prezioso. A Natale, prepariamo il presepe; allo stesso modo, in questa Pasqua, potremmo fare un angolo curato, apposta per Gesù, che ci ricordi la Sua Pasqua, mettendo un pane, un calice di vino, un ramo d’ulivo. La Passione di Gesù è ricca di segni che ci possono continuamente riportare alla Pasqua di Gesù. Inoltre, dal momento che il tempo è ciò che di più prezioso abbiamo, come Maria, troviamo un po’ di tempo per stare con Gesù, mettendoci davanti a questo angolo che abbiamo predisposto, per leggere la Passione di Gesù, per guardare le meditazioni che andranno sul canale di YouTube, per scrivere delle preghiere, delle poesie, oppure, ancora (perché no?), per dipingere quello che abbiamo nel cuore.
Nel compiere questi gesti, potrebbe affiorare al nostro cuore la voce di Giuda che ci dirà “è un tempo sprecato, quello della preghiera!”. Non diamo ascolto al Giuda che c’è dentro di noi, ma lasciamo risuonare le parole di Gesù: lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
A volte, mi chiedo come stanno insieme il cospargere i piedi di Gesù con l’olio e il conservarlo per la sua sepoltura. Come stiano insieme versare e conservare. Se si versa quest’olio per cospargere i piedi di Gesù, come è possibile conservarlo?
Forse è proprio quando versiamo il tempo, cioè lo viviamo per Gesù, che non sarà un tempo sciupato: non sarà buttato via, ma avrà il sapore dell’eternità. Appunto, si conserverà.
Anche se di questi tempi, pensiamo di avere più tempo, credo sia opportuno programmare questa Settimana Santa, cercando di partecipare, attraverso la tv, alle grandi celebrazioni della nostra fede e mettendo in conto di trovare tempo per la preghiera davanti all’angolo bello, che avremo – in precedenza – predisposto.
Quel tempo con Gesù sarà il nostro nardo assai prezioso che, proprio perché versato ai piedi di Gesù, non è sciupato, bensì, si conserva.
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