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OMELIE ANNO A 2019-20
 
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II domenica di Avvento - Domenica 24 Novembre 2019 (Bar 4,36-5,9; Rm 15,1-13; Lc 3,1-18)

don Davide Milanesi

È interessante notare, innanzitutto, come la pagina di Vangelo inizi elencando gli uomini di potere di quel tempo. Dall’imperatore al governatore, a coloro che regnavano in Palestina.
Il contrasto tra gli uomini di potere di allora e Giovanni (posto alla fine dell’elenco dei potenti della terra e introdotto dall’espressione la parola di Dio venne su Giovanni nel deserto) ci porta a dire che c’è un potere diverso da quello di imperatori e governatori: un potere, che non è simboleggiato dal trono, dai palazzi, dai vestiti. È un potere che viene dal deserto, che nasce dall’aver accolto la Parola di Dio.
Luca sembra suggerirci che la Parola di Dio, che scava il cuore dell’uomo, diventa una forza, che può cambiare la storia: stare lontano dai luoghi di potere terreno non impedisce ad un uomo di dare delle svolte alla storia, dal momento che è la parola di Dio che cambia il corso della storia, penetrando e scavando il cuore degli uomini.
Nel deserto dei nostri silenzi e delle nostre solitudini, la parola di Dio diventa così quella forza che può cambiare il corso della storia: per un uomo, ma anche per molti uomini.
Quali sono i tratti del potere di Giovanni? Quali sono i tratti della forza, che la Parola di Dio dona?
Possiamo evincerli dalle tre risposte alla domanda “cosa dobbiamo fare? ”
La prima risposta (“chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha”), indirizzata alla folla dice che c’è una forza che risiede nella capacità di condividere: è il potere che nasce dalla condivisone.
La seconda risposta (“non esigete nulla in più di quanto avete fissato”), rivolta ai pubblicani, manifesta, invece, il tratto dell’onestà di chi mantiene fede alla parola data: è il potere che nasce dall’onestà.
La terza risposta (“non maltrattate e non estorcete niente a nessuno”), comunicata ai soldati, invita a non credere nella forza delle armi, perché esiste un potere che nasce dalla finezza dalla bontà: è il potere che nasce dalla bontà.
Concludendo, possiamo, quindi, dire che c’è un potere che nasce dalla parola di Dio che ha i tratti della condivisone (perché condivide i propri beni con chi non ne ha), dell’onestà (perché mantiene fede alla parola data), della bontà (perché non cede alla violenza).
Anche noi in questo tempo di avvento abbiamo bisogno di lasciarci penetrare dalla Parola di Dio, così da trovare quella forza che nasce dalla condivisione, dall’onesta e dalla bontà: è la forza dell’amore.

  don Davide

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