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OMELIE ANNO B 2018
 
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I Domenica dopo il martirio di s. Giovanni  - Domenica 2 settembre 2018
(Is 29,13-21; Eb 12,18-25; Gv 3,25-36)

don Davide Milanesi

In questi giorni, mi è capitata una cosa molto strana. Navigando su internet e curiosando nei vari profili Facebook, ho trovato il profilo di Gesù di Nazareth. All’inizio, non ci credevo; poi, guardando bene, me ne sono accertato: era proprio lui !
Nome: Gesù; cognome: il Cristo; lavoro: carpentiere; vive: nel cuore di ogni uomo e donna di buona volontà.
Soprattutto, però, sono rimasto colpito quando ho guardando lo status; pensavo “single”, invece c’era “occupato”.
Oh, cavolo: vuoi vedere che Dan Brown, con il suo Codice da Vinci, aveva ragione? Invece no !
Guardando bene sulla bacheca, Gesù ha postato una foto del banchetto di nozze a Cana di Galilea, dove trasforma l’acqua in vino (foto che ha riscosso molto successo, perché ha preso molti like, da parte di tanti amanti del vino).
Pensandoci bene, quella foto è un indizio per capire lo stato “occupato” di Gesù. Perché, a quel banchetto di nozze, non si dice il nome dello sposo, ma lo sposo è colui che dona il vino buono e chi dona il vino buono è Gesù.
Dunque ,Gesù è lo sposo.
Qui, la domanda da gossip sorge spontanea: chi è la sposa ?
Non si dice nemmeno il nome di lei, ma quel banchetto di nozze avviene al sesto giorno ed esso evoca immediatamente il giorno in cui Dio crea l’uomo e la donna: la sposa di Gesù è tutta l’umanità, per questo Gesù vive nel cuore di ogni uomo e donna di buona volontà.
Tutto questo per dire che c‘è un legame tra Gesù e ciascuno di noi, che possiamo rileggere attraverso la simbolica sponsale, che anche Giovani Battista utilizza nel brano di Vangelo che abbiamo ascoltato, definendosi: “L’amico dello sposo”. Gesù è lo sposo.
Se, per qualcuno, sentirsi la sposa di Gesù provoca un po’ d’imbarazzo, credo che, invece, l’espressione “amico dello sposo” possa interpretarci e rileggerci meglio tutti. Infatti, Gesù, dalla sua pagina di FB, ha inviato la richiesta di amicizia per ciascuno di noi.
Ciascuno di noi, come Giovanni Battista, può sentirsi l’amico dello sposo.
Di fronte alla richiesta di amicizia di Gesù, noi cosa rispondiamo ? Accettiamo !
Ma cosa vuol dire per noi essere amici di qualcuno: è semplicemente cliccare sul tasto accetta ? Oppure, essere amici di qualcuno è qualcosa di più impegnativo ?
Un’amicizia si coltiva, la si sceglie: non è come i fratelli e sorelle, che uno si ritrova accanto, senza poter fare nulla; gli amici si scelgono, per questo c’è tutta la responsabilità nel dover coltivare l’amicizia, mettendoci in ascolto dell’amico nei momenti belli e in quelli brutti, sia che me la senta oppure non me la senta.
Gesù, il nostro amico, ci parla attraverso la Scrittura. Spesso, poi, con gli amici ci si siede a tavola, si pranza o si cena con loro e ci si ascolta in modo gratuito. Gesù, il nostro amico, tutte le domeniche ci invita a sederci a mensa con lui, durante l’Eucarestia.
Sta per iniziare un nuovo anno pastorale: perché quest’anno, tra le tante amicizie che coltiviamo, non ci impegniamo a coltivare l’amicizia con Gesù, così da poter dire, come Giovanni Battista: “anch’io sono l’amico dello Sposo” !
All’inizio di quest’anno, clicchiamo il tastino “accetta”, alla richiesta di amicizia di Gesù ?
Un’ultima cosa: secondo voi che immagine di profilo ha usato Gesù per la sua pagina FB ? Dopo Messa, raccolgo proposte !

  don Davide

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