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A volte mi capita di incrociare dei fidanzati che decidono di sposarsi e, quale conseguenza di questa decisone, iniziano alcune attività, tra cui quella di cercare casa.
La ricerca della casa deve soddisfare certi criteri: innanzitutto, deve piacere come sistemazione, come posizione, come vicinato; si guardano poi le comodità: se la zona in cui si trova è servita da mezzi pubblici e altri servizi. C’è poi l’aspetto economico: si deve mettere in conto il rapporto qualità/prezzo. Infine, l’ultimo aspetto: come arredarla.
Ma cosa significa la casa per un uomo e una donna che vogliono sposarsi?
La casa diventa il luogo dove custodire e coltivare il loro amore: per questo diventa importante cercare casa. La casa diventa il segno di un amore che cresce.
Nella pagina di Vangelo di questa sera anche Dio sembra cerchi casa.
Dio è alla ricerca di una dimora.
In questa solennità della Santissima Trinità c’è, nel Vangelo, questa affermazione fatta da Gesù: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
Sembra che anche Dio cerchi casa, e la casa a lui gradita non è un attico, bensì la nostra umanità: la mia, la tua, la nostra persona. Dio vuole dimorare in noi.
Noi possiamo diventare la casa di Dio.
Dio, però, non guarda quanto gli costiamo, non guarda se gli facciamo comodo, non guarda la nostra posizione. Dio guarda semplicemente se vogliamo amarlo: Se uno mi ama,[…] io e il Padre prenderemo dimora presso di lui.
Noi diventiamo la casa di Dio, quando il nostro primo pensiero è quello di custodire e coltivare un amore per lui.
Possiamo chiederci: la mia vita, la mia umanità è dimora di Dio?
Vorrei tentare di descrivere e tratteggiare un’umanità dove Dio prende dimora.
Innanzitutto, le finestre avranno vetri sempre puliti e molto grandi, per permettere di guardare lontano: non sono delle finestrelle, ma finestre belle ampie, che permettono di guardare lontano. Quando la nostra umanità diventa dimora di Dio noi avremo uno sguardo lungimirante, non avremo uno sguardo ripiegato sul nostro ombelico, ma uno sguardo capace di orizzonti ampi.
Incredibile: la casa dove Dio dimora avrà una porta senza serrature e sistemi di sicurezza, è aperta a tutti e disposta ad accogliere tutti. Quando la nostra umanità diventa dimora di Dio, il nostro cuore sarà una porta senza serrature, disposto ad un’accoglienza incondizionata.
La casa dove Dio dimora non ha molti scalini, è facile da raggiungere non chiede una fatica immane per poterci arrivare è una casa accessibile. Quando la nostra umanità diventa dimora di Dio saremo accessibili, abbandonando i tratti di un’umanità rognosa nei confronti di un’umanità vulnerabile.
La cucina è il locale maggiormente frequentato, perché, grazie al fuoco dei fornelli e del forno, si trasformano i cibi crudi in cibi cotti, rendendoli commestibili e digeribili. Quando la nostra umanità diventa dimora di Dio, saremo capaci di trasformare attraverso il fuoco dello Spirito cibi crudi e indigesti in portate succulente e appetitose.
Anche il bagno non scherza, perché li si buttano via e si lavano facilmente pensieri sporchi e che puzzano di tristezza. Quando la nostra umanità diventa dimora di Dio, non lasceremo che pensieri tristi e meschini si impadroniscano del nostro cuore.
Ciascuno continui ad immaginare la propria umanità, la propria vita come una casa dove Dio dimora.
Noi continuiamo a pregare e perché la nostra vita diventi una casa dove Dio possa abitare perché come dice Gesù: Se uno mi ama,[…] io e il Padre prenderemo dimora presso di lui.
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