
| OMELIE ANNO C 2018-19 |

VI Domenica dopo l'Epifania - Domenica 17 febbraio 2019
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Vorrei fissare lo sguardo sul lebbroso che torna a ringraziare Gesù. Il Vangelo presenta una finezza, che può indicarci un sentiero molto fruttuoso per la nostra vita. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro da Gesù. Gesù, solo a questo che torna indietro, dice: «la tua fede ti ha salvato»; non dice: «la tua fede ti ha guarito». Sembra, conseguentemente, che ci sia una differenza tra guarigione e salvezza. Gli altri nove sono guariti, ma non salvati. Dove si può situare la differenza tra il guarire e l’essere salvati? La salvezza non è guarire dalla lebbra, ma incontrare Colui che ci ha guarito. La salvezza sta in quest’incontro con Gesù. La guarigione da una malattia può essere l’occasione per incontrare Gesù, che è la nostra salvezza. Potrebbe, tuttavia, anche accadere il miracolo della guarigione, senza che questo sia l’occasione per incontrare Gesù. Come è stato per gli altri nove. Nella storia, noi sappiamo di gente che, pur non guarendo dalla propria malattia, viene alla fede. Emerge quindi la domanda: quali sono le condizioni per dire che si è incontrato Gesù? Il lebbroso ringrazia. Quando la nostra vita assume il registro del ringraziare, allora possiamo dire che l’incontro con Gesù è reale. Noi siamo salvati, infatti, quando facciamo della nostra vita un ringraziamento per i tanti doni che Dio ci ha fatto. Per capire se uno ha incontrato Gesù, dobbiamo andare a vedere dove questo incontro è avvenuto. Il lebbroso che torna, incontra Gesù ai suoi piedi. Quello che accade ai piedi di Gesù ci aiuta a comprendere se lo abbiamo incontrato o meno. Andando a sbirciare nel vangelo di Luca, ai piedi di Gesù potremmo, infatti, trovare la peccatrice, che piange i propri peccati; oppure, potremmo trovare Maria, sorella di Marta, che ascolta la parola di Gesù. E, nel Vangelo odierno, il lebbroso guarito che ringrazia. Ricapitolando, possiamo quindi dire che uno incontra Gesù quando piange i propri peccati (atto penitenziale), quando ascolta la Sua parola (liturgia) e quando lo ringrazia per i doni ricevuti (Eucaristia significa, del resto, “rendimento di grazie”). Il brano evangelico di oggi ci insegna che la guarigione da una malattia può essere l’occasione per incontrare Gesù. Tuttavia, è l’incontro con Gesù a rappresentare la salvezza per la nostra vita. Il Vangelo di questa domenica ci fa dire che ciò che conta non è guarire dalla malattia, ma incontrare Gesù. Vorrei tentare di dire tutto questo raccontando un episodio che mi è accaduto da giovane prete. Mentre andavo in chiesa alla messa delle 7, incontrai questa signora anziana di nome Maria, che stava andando anche lei in chiesa, e le chiesi: “Maria, come andiamo?”. Lei mi disse: “Bene, don Davide”; io, per fare il brillante, dissi una frase, che spesso avevo sentito dire: “Maria, quando c‘è la salute c’è tutto!”. Lei si fermò e mi disse: “No, don Davide: quando c’è la fede, c’è tutto”. Non è importante guarire: è importante incontrare Gesù; la guarigione, così come la mancata guarigione sono solo un’occasione per propiziare tale incontro. |
| don Davide | |

