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Liturgia del giorno 25 Maggio: S. Dionigi, vescovo, memoria SAN DIONIGI, VESCOVO [? - Cappadocia 360 ca.]
Il cardinale Dionigi Tettamanzi, centoquarantaduesimo successore di Sant’Anatalone sulla cattedra episcopale milanese, non è in il primo vescovo della città a portare tale nome. Vi fu già un altro Dionigi nel IV secolo, annoverato fra i ben 40 vescovi di Milano ad essere stati elevati agli onori degli altari come santi o beati. Fu eletto nel 349 circa nono vescovo della città, succedendo ad Eustorgio I. Le informazioni relative a San Dionigi, alla sua vita ed alle sue opere sono alquanto scarse. Tra i pochi avvenimenti noti del suo episcopato figura la sua partecipazione nel 355 ad un concilio tenutosi nel palazzo dell’imperatore ariano Costanzo, che era stato convocato al fine di condannare Sant’Atanasio. Quasi all’unanimità i vescovi presenti, spinti da una forte paura, firmarono il decreto, ma Dionigi di Milano, Eusebio di Vercelli e Lucifero di Cagliari si rifiutarono e vennero dunque esiliati in Oriente. San Dionigi fu destinato in Cappadocia e la sede episcopale milanese fu rimpiazzata da Assenzio, definito pertanto “vescovo usurpatore”. Purtroppo nel 360 circa Dionigi morì ancora esiliato, poco prima che l’imperatore Giuliano ne autorizzasse il rientro in patria. I suoi resti mortali furono poi inviati da San Basilio Magno al nuovo vescovo di Milano, Sant’Ambrogio, spiegandogli in una lettera ancora oggi conservata come autenticarne le reliquie. Ben tre parrocchie nel territorio dell’arcidiocesi milanese sono ancora a lui dedicata, rispettivamente a Milano, a Premana (prov. Lc) e a Carcano, frazione di Albavilla (prov. Co). .

(Fabio Arduino)

Fruttuoso incontro delle famiglie
INSIEME PER CONDIVIDERE

Tra i frutti della recente visita del Santo Padre a Milano può essere annoverato il Ritiro per le famiglie tenutosi a Chiarone – Pianello Val Tidone (PC) sabato 8 e domenica 9 settembre. Il Ritiro ha coinvolto famiglie appartenenti a gruppi di spiritualità familiare operanti nella zona sud del Decanato Navigli (detta area omogenea), in particolare presso le parrocchie SAMZ, San Barnaba e il Centro Vismara.

 

  L’intuizione di questa iniziativa è dovuta al cammino proposto dalla Diocesi e vissuto a livello decanale per la preparazione dell’incontro con Benedetto XVI, che ha messo insieme famiglie di diverse parrocchie del Decanato. La positività di questa esperienza ha suggerito l’idea di un nuovo momento che coinvolgesse i gruppi familiari delle parrocchie, e da qui, con l’aiuto della Provvidenza, è stato organizzato il Ritiro, arrivando in brevissimo tempo a saturare i 55 posti letto disponibili nella struttura. Il tema proposto è stato Fede e famiglia, alla luce dell’Anno della Fede proclamato dal Santo Padre. Le famiglie che hanno preso parte al Ritiro sono state seguite nel pomeriggio di sabato da Padre Silvio Ronca, che ha tenuto una relazione sull’argomento proposto, e da Don Gregorio, che ha accompagnato con discrezione i lavori dei gruppi della Domenica e ha celebrato l’Eucaristia a conclusione dei due giorni. Dal punto di vista organizzativo, ci si è affidati all’autogestione delle famiglie, coadiuvati da due cuoche e da due giovani baby sitter, che hanno intrattenuto i 23 piccoli presenti; in questo modo, i genitori presenti hanno potuto prendere parte ai diversi momenti di riflessione, preghiera e confronto.
Difficile tentare di sintetizzare in poche righe il lascito di questa esperienza. Il cuore del messaggio trasmesso da Padre Silvio e don Gregorio consiste nel sottolineare l’importanza, anzi la necessità, che le famiglie vivano momenti di condivisione e di comunione reciproca. Queste esperienze di comunità, oltre a far allargare le dimensioni ristrette dei “confini”che le famiglie spesso si danno nella nostra società, rappresentano un occasione irrinunciabile per agevolare il compito educativo e missionario delle famiglie stesse, sia al proprio interno che verso gli altri.
Se in questo modo le famiglie presenti hanno trovato un grande incoraggiamento a proseguire nei diversi cammini di spiritualità familiare, ne hanno ricavato però anche il desiderio di proporsi, all’interno delle Parrocchie, come un’opportunità pastorale e missionaria, che possa toccare o almeno interpellare tutte le famiglie. Questa prospettiva comporta, allo stesso tempo, una crescente presa di responsabilità da parte dei gruppi familiari, chiamati a strutturarsi in modo sempre più preciso e stabile, proprio per poter diventare una proposta rivolta a tutte le famiglie presenti nelle parrocchie. Ma la bellezza e la semplicità di quanto vissuto nella due giorni di Chiarone hanno fatto tornare a Milano quanti vi hanno preso parte con la giusta “carica” per lanciarsi in questo nuovo anno di condivisione.

Salvatore