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Liturgia del giorno 22 Agosto: B. V. Maria Regina, memoria BEATA VERGINE MARIA REGINA
La memoria odierna, di origine devozionale, fu istituita nel 1955 da Pio XII. Viene celebrata a pochi giorni dalla solennità dell'Assunzione.
Maria, partecipe della gloriosa regalità universale del Cristo, è proposta come modello e segno di speranza per i cristiani, che già rivestiti della dignità regale del Signore del Battesimo, sono chiamati a regnare eternamente con lui.

(Messale romano)
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Un affettuoso ricordo di don Martino

Con queste parole l’Arcivescovo mons. Mario Delpini definì don Gregorio nel maggio 2015, in occasione del suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale. Così concludeva il suo messaggio di auguri: “Se devo fare un complimento a don Gregorio e confidare la mia ammirazione per lui io direi così: don Gregorio è un uomo, un uomo di Dio”.
Nei 12 anni che abbiamo trascorso insieme, posso riconoscere che è proprio così.
Don Gregorio è un uomo.
Ho tre ricordi, più o meno seri. Il primo è il legame con la sua famiglia. Mi ha sempre colpito il suo desiderio di recarsi tutte le domeniche sere a Morazzone per l’incontro settimanale coi suoi parenti (ancor più atteso quando vi era una partita del Milan…coi fratelli formava una tifoseria scatenata). Lui, apparentemente così sobrio nelle relazioni, eppure così attento e desideroso di umanità e relazioni.
Il secondo è il tempo del riposo. Come ogni uomo, anche il prete ha bisogno di tempo per riposarsi. In casa non si poteva dire che, dopo pranzo, andava a fare il riposino. Lui, diceva, andava a “riflettere”. E quando la stanchezza era tanta, diceva di aver bisogno di un lungo tempo di riflessione per preparare la predica domenicale. E noi, ascoltandolo poi in occasione della predica, ci siamo accorti quando riposava, ooops, rifletteva tanto….
Il terzo è la sua grande discrezione nel chiedere e nel parlare. Non ho mai sentito don Gregorio “parlar male” di qualcuno. Attento nei giudizi e poco amante delle chiacchiere, si è sempre distinto per riservatezza e discrezione. Talvolta la sua timidezza può essere stata confusa con chiusura… In realtà posso testimoniare che don Gregorio è capace di gesti di grande tenerezza e attenzione.
Don Gregorio è un uomo di Dio.
Ciascuno di noi può riconoscere che, sull’esempio del Battista, don Gregorio si è speso per indicare a tutti la centralità di Dio nella vita del cristiano, per stimolarci a riscoprire la bellezza della Parola di Dio, per scuoterci dal grande rischio della tiepidezza spirituale. Tante volte lo osservavo e mi dicevo: quanto tempo passa in chiesa seduto al tavolino vicino al confessionale… Quanti libri legge e medita... Quanto è attento ai tanti interventi del Papa e dei nostri pastori.
Per questo possiamo dire che don Gregorio è stato alla Samz un uomo di Dio. Come il Battista non ha legato a sé, non ha cercato il consenso e gli applausi, ma ha sempre indicato Dio come l’unica guida per la nostra vita. Due immagini
Vorrei concludere con due immagini che racchiudono un duplice augurio. Oltre alla Bibbia e al Milan, don Gregorio era espertissimo dell’atlante stradale. Conosceva vie, paesi, parrocchie, e così via. Il primo augurio è questo: caro don Gregorio: continua a pregare per me, per il mio cammino, perché io possa sempre seguire la strada che conduce a Dio e guidare al Signore chi mi è affidato.
Un’ultima immagine è legata ad una gita al mare, nell’agosto 2006 ad Arma di Taggia, dove da sempre don Gregorio trascorre le sue vacanze (per chi non lo sapesse, è un grande e apprezzato giocatore di bocce). Andai a trovarlo, per una giornata di amicizia e fraternità. Il mare era mosso. A un certo punto, durante il bagno in mare, mi sento chiamare: “Martino, Martino”. Era don Gregorio che, andando oltre le onde, faceva fatica a rientrare. Io, appassionato di Baywatch, l’ho subito aiutato a rientrare a riva.
Caro don Gregorio, grazie per aver ricambiato il mio “salvataggio” con piccoli e grandi gesti di aiuto e di paternità nel corso dei tanti anni che abbiamo vissuto insieme. Chissà quanto bene mi hai donato, nel silenzio e nella discrezione, ed io magari nemmeno me ne sono accorto. Ti auguro di poter essere ancora per me, e per noi tutti, un segno della benevolenza di Dio negli anni avvenire.

don Martino

don martino